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"La casa della gentile disciplina"


interviste


7 dicembre 2007

La neve scende dal cereo cielo, silenziosa aderisce soffice al suolo e trasforma il paesaggio.


Perché ti chiami Neva?
“Perché così si chiamava mia nonna materna. Il giorno in cui lei nacque nevicava molto. In seguito hanno scoperto che Neva è il nome di un fiume russo.

Neva gentilmente mi accoglie e si rende disponibile per una breve intervista. Comprendo che è lontana anni luce dalla voglia di apparire, accetta perché semplicemente glielo ho chiesto.

Come e quando sei arrivata ad intraprendere il sentiero spirituale
“Sono stata educata sin da bambina ( Neva è veneta da parte di madre e greca da parte di padre, nasce in Svizzera e vive nella capitale italiana) a considerare la dimensione religiosa come lo spazio all’interno del quale è possibile vivere una vita più completa. Sono stata allevata all’interno della fede cristiana e, quando mi trovavo in Grecia seguivo il rito ortodosso e, quando mi trovavo in Italia, quello cattolico. Se capitava che qualcuno obbiettasse ai miei genitori che avrebbero dovuto “scegliere” in quale fede crescermi, loro rispondevano che avevano già scelto per la fede dell’amore. All’età di 19 anni per puro caso, (sarà poi un caso?) ho letto un testo buddista che mi ha molto toccata, mi sono poi inscritta alla facoltà di filosofia con un piano di studi di indirizzo religioso. All’interno di quel piano un posto di primo rilievo è stato occupato dalle lezioni di Corrado Pensa allora docente di Religioni e Filosofie dell’India e dell’ Estremo Oriente presso l’università “la Sapienza” di Roma. All’interno del suo insegnamento era molto viva la sua esperienza di una ‘pratica religiosa’ fondata sulla meditazione. Così, una volta terminati gli studi della sua materia all’università, ho incominciato, a 22 anni, a seguire le sue classi di meditazione vipassana.

Corrado Pensa è poi diventato suo marito e padre del loro unico figlio, Giorgio di 10 anni.

Solitamente nel buddismo siamo abituati a grandi maestri che sono monaci o filosofi laici comunque di estrazione orientale, tu invece hai come riferimento un uomo che non solo è compagno di vita, fratello di pratica ma anche maestro, italiano, come vivi questa esperienza?

Neva s’illumina sorridendo, è gioiosa, tanto che non mi trattengo dal dire che ha un atteggiamento di devozione verso il suo consorte, lei disarmante risponde: “ogni amore è devozione”.

"Innanzitutto vorrei dire che trovo che sia un grande privilegio poter condividere il proprio cammino con la persona che si ama, e, nel mio caso, questo privilegio è ancora maggiore perché Corrado, oltre ad amare me, ama profondamente il Dharma e lo insegna con tanto amore. Io non sono mai stata in Oriente, ed ho seguito altri insegnanti occidentali, oltre a Corrado, come Ajahn Sumedho, Joseph Goldstein, Cristina Feldman, Michele Mc Donald, Carol Wilson, Fred Van Allmen, Steven Smith, Larry Rosemberg, Patricia Feldman Genoud e Sharon Salzberg
Mi sento tanto felice, Corrado mi dà molta fiducia e serenità
Questo di Monopoli al Centro Yoga Solare Surya Namaskara è stato il primo ritiro residenziale che io abbia condotto senza Corrado e la serietà del vostro impegno unita alla vostra cordialità hanno reso questa esperienza molto bella
Quando Giuse mi ha chiesto di venire qui in Puglia mi sono sentita contenta della fiducia e dell’affetto che mi dimostrava ma, anche, a dire il vero, ho avuto un po’ paura che sopravvalutasse le mie capacità! Allora mi sono fatta coraggio ripensando oltre all’addestramento con Corrado e alla sua fiducia, all’esperienza ricavata dall’aver svolto tra il 1984 al 1997 il ruolo di traduttrice dall’inglese di ritiri organizzati dal Dhamma Groupe di Fred Van Allmen, in Svizzera condotti da alcuni degli insegnanti dell’Insight Meditation Society che prima ho menzionato tra i miei maestri".

Neva, amante della danza, ha dato un tocco particolare a questo ritiro, ha saputo lenire certi passaggi difficoltosi della mente abituata alla pigrizia e ad altri fattori inquinanti, ha saputo aprire con dolcezza passaggi verso attimi di presenza dell’esserci senza frammentazione, respirando semplicemente
A volte per alcuni porre l’attenzione al respiro può essere difficoltoso, incerto e doloroso, Neva, senza severità, ma, un po’ in punta di piedi, ha presentato delle ancore di salvezza, rifugi di protezione, istanti che ci fanno comprendere non soltanto la preziosità del risveglio ma anche la possibilità che questo abbia luogo
Prevediamo noi testimoni della sua abilità alla guida di un ritiro di meditazione di vipassana, un raggiante futuro coraggioso e generoso nel porsi con umiltà al servizio dell’altrui felicità
Ci rivedremo ancora sicuramente in terra di Puglia, auspichiamo che sia nuovamente sulle colline murgesi che si affacciano sullo splendido mare, dove il cuore dell’antica Magna Grecia vibra ancora della sua energia.
Nella suggestiva dimora di Antonio Ninno, colui che dirige il Centro Yoga Solare Surya Namaskara, dove le sue positive e solari vibrazioni trasmettono all'ospite un senso di armonia profonda.
 
Grazie donna Neva Papachristou

Neva Papachristou Pensa, pratica la Vipassana da 22 anni .Il suo principale insegnante è il marito CORRADO PENSA. Ha inoltre studiato e praticato IL Dharma con insegnanti dell'insight Meditation Society e di Gaia HOuse in Europa ed inU.S.A.
Traduttrice di testi di Dharma,è lauerata in Filosofia.


Foto di Giancarlo Ventura




permalink | inviato da jangtsethoesam il 7/12/2007 alle 21:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


17 agosto 2007

Intervista a Gianluca Guastella, Vice Presidente della cooperativa PoliSviluppo che gestisce il Parco Archeologico di Saturo, in Marina di Leporano-Taranto.

                                                                                                               

Come è nata l’idea di proporre la realizzazione del Mandala qui a Saturo?
“L’idea ci è stata offerta da Emilio Porchetti praticante dell'Istituto Jangtse Thoesam che è sito in questo territorio, noi abbiamo accolto immediatamente la proposta perché coerente con la nostra attività di laboratorio culturale.

Un'area archeologica aperta alle contaminazioni
.
Questo è un luogo ricco di fascino, qui si sono incrociate moltissime culture sin dall’antichità, il mare con la sua vastità e profondità simboleggia apertura e accoglienza, da sempre l’oriente dalle nostre parti ha mercanteggiato.

Sorrido e penso che deve essere per questo che la presenza dei monaci con la loro mercanzia è di casa qui tra i bagnanti, contornati dalla bellissima scenografia in stile di antica epoca romana.
Chiedo: chi è l’autore?

“ Il bravo Martino Zingarelli”.

Un esempio concreto di attività culturale a parte l’evento di questo fine settimana?

“Organizziamo il festival “Koimè Mediterranea” e ospitiamo artisti di fama internazionale, ma non solo musica domani per esempio ospitiamo “Nto narratori tarantini di oggi” promossa dall’associazione PuntoaCapo
 
E d’inverno cosa fate?

“Organizziamo stage sul turismo e lavoriamo con le scuole, creiamo progetti archeologici a volte anche complessi, dipende dall’ordine di scuola oppure favolistica se sono coinvolte scolaresche di scuola primaria.

Abbiamo svolto un mese di stage con archeologi di Brindisi. Siamo in crescendo”.

Da quando esistete?

“Da un anno”

Gianluca ed io al momento dell’intervista ci troviamo sulla terrazza e mentre conversiamo amichevolmente, le luci dell’acqua marina si riflettono nell’aria e viceversa, il panorama è davvero spettacolare, il delicato flusso di gente che entra ed esce da un’idea concreta sul significato delle relazioni umane.

Alle nostre spalle il Parco Archeologico, la storia di questo incredibile pezzo di terra che finalmente è protetto e valorizzato, grazie a determinate scelte politiche che evidentemente abbracciano la vera cultura e grazie anche a questi giovani menti locali che non sono migrate e che caparbiamente hanno deciso di svolgere questo importante lavoro.

Sono tre uomini e due donne tra cui tre sono archeologi: i fratelli Patrizia e Gianluca Guastella e Andrea Motulese, Aurelio Marangelli speleologo, Patrizia Artuso dottoressa in lettere moderne che si occupa dell’aspetto turistico.

Gianluca mi parla della “Vittoria Assicurazione” che ha voluto scommettere in questo piano di lavoro e ha contribuito alla realizzazione della cartellonistica in bilingue. Non dobbiamo scordarci che senza l’appoggio finanziario non è possibile costruire importanti progetti.

“Noi puntiamo che questo Parco Archeologico abbia la giusta risonanza internazionale, come è bene che sia vista l’importanza storica e culturale del sito.

Che cosa mi dice della ristorazione “ArtCafè” tra spiaggia e parco?

“La ristorazione è il cuore pulsante da qui prendiamo nota di tutte le attività, offriamo un servizio che in estate con il caldo è una necessità per i bagnanti e, attraverso la sosta all’ombra, sorseggiando una bibita o mangiando un gelato la gente viene a conoscenza del parco e poi è anche una fonte di sostentamento economico.

Un grande aiuto ci è stato dato da chi conosce e mastica come pane il sapere, parlo dell’amico, l’editore Pietro Massafra della nota casa editrice Scorpione, lui infatti ha promosso all’interno della nostra ristorazione il bookschop".

Quanto è grande il parco?

“Sei ettari”.

Chi lo tiene pulito?

“Noi ci occupiamo delle pulizie”

Divertimento e archeologia si uniscono come si fondono vacanze e sacralità, stasera udiamo la musica che generalmente ascoltano i giovani e come sottofondo scorre quella dei mantra in sanscriito, vige comunque l’armonia tra passaggi di rosse vesti monacali e bei corpi di ragazze in bikini, la gente abbronzata e rilassata dall’atmosfera estiva guarda con stupore il coloratissimo Mandala.

Perchè la scelta del Mandala dedicato a Tara?

Gianluca ed io ci soffermiamo sul vocabolo Tara che indica un Buddha e la radice etimologica della città di Taranto.

Ma a questo punto Gianluca chiama Emilio, il promotore dell’evento.

Emilio ed io ridiamo divertiti, lui si aspettava una giornalista vera e invece trova me che le rivolge le domande.

“La scelta specifica della divinità è stata fatta da Ghesce Namgyal, io ho semplicemente espresso il desiderio di organizzare un fine settimana che comprendesse una cena tibetana, la vendita artigianale, lo spettacolo dei monaci oltre che la realizzazione del Mandala di Sabbia.

Con la motivazione di fare sempre più posto a tutto ciò che è cultura pacifica e far rivivere le parti positive, dalle nostre parti siamo presi spesso da sfiducia e sconforto”

Ieri durante la cena tibetana è stato proiettato un bellissimo documentario sul Tibet, chi è l’autore?

“ Lo svizzero lugano Verner Cropik, regista non professionista, un viaggiatore per l’esattezza”

I monaci praticamente stanno girando mezza Italia, dal sud al centro e al nord, sono stati anche in Svizzera e in Svezia, non potevano pertanto mancare proprio qui a Leporano dove risiede il monastero Jangtse Thoesam che ricordiamo è l’unico centro buddhista del meridione ad avere un Lama residente.

“Sullo splendido mandala floreale compare il logo “Exsperimental”, Emilio dipinge simboli buddisti ( che comunque non necessariamente indicano un’appartenenza ad una fede religiosa, ma piuttosto a un linguaggio universale di amorevolezza ), sulle sue magliette di cotone, i monaci insieme al Venerabile Ghesce Lobsang  Soepa evidentemente hanno voluto ringraziarlo per la sua grande generosità.

 

E’ ora di andare, sulle scale incrociamo lo splendente sorriso di Ghesce Namgyal, comprendiamo che tra poco avrà inizio una suggestiva cerimonia di dissoluzione del Mandala. Le sabbie saranno distribuiti nelle meravigliose acque di Saturo, auguriamoci oltre al consueto beneficio per tutti gli esseri viventi anche quello rivolto a questo nostro seviziato territorio che, ci possa essere un riscatto, che possano essere premiati i giovani talenti in ogni campo, così che possa prosperare la cultura del lavoro e del benessere, non tanto quello materiale, quello legato purtroppo all’avidità e all’egoismo ma piuttosto quel benessere che è soprattutto mentale da cui scaturisce quello fisico, causa di una ricerca di moralità come i Maestri di tutti i tempi, di tutte le razze e culture insegnano.

In particolare auguriamo agli amici della Coopeativa del Parco Archeologico un proseguimento sempre fecondo ma anche un rinnovato contratto con il Comune di Leporano al fine di ottenere con il tempo auspicabili riconoscimenti da parte del Governo italiano e un avvicinamento spontaneo da parte della gente alla cultura della nostra storia senza imbarazzo e senza reticenze. 

La cerimonia della dissoluzione del Mandala non è stata eseguita all’interno dell’ArtCafè perché c’era troppa gente, Ghesce Namgyal ha fatto trasportare il Mandala di Tara all’aperto.

Da una parte il mare e dall’altra il parco archeologico.

Sembrava di stare in India tanto era sentita la cerimonia, il tramonto dai colori passionali all’improvviso addolcito da un mare mite e luminoso ha accolto le preziose sabbie della Divina Tara.



Ringraziamo lo psicanalista Giancarlo Magno studioso di riti orientali che ha presentato l’evento e gli sponsor: ArtCafè, Experimental, Madre Natura, Copiacenter, Les Crè, il Comune di Leporano e tutti gli esseri senzienti.




In contemporanea alla realizzazione del Mandala di Tara presso l’ArtCafè, altri monaci ne stavano realizzando un altro a casa di alcuni praticanti buddhisti.

Si tratta del Mandala di Cenresig ( il Buddha della Compassione ) generosamente richiesto dalle sorelle Albano Ada, Nora e Vittoria, dal marito di Nora, Agostino Marassi e dal marito di Vittoria, Piero Vinci, l’evento si è svolto nella loro residenza estiva nei pressi della Baia d’Argento.

Questa famiglia molto unita ha contribuito alla fondazione dell’Istituto Jangtse Thoesam nell’anno 1997, dando a molti di noi la possibilità di usufruire di questo prezioso  dono.

Che le vibrazioni benefiche del compassionevole Cenresing e dell’amorevole Tara possano espandersi attraverso lo Jonio sull’intero pianeta.




permalink | inviato da jangtsethoesam il 17/8/2007 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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