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TarantoOggi 16-17 Marzo 2008 magazine



(Foto a cura di Nuccia Pulpo)

L'intenso sguardo di Niobe (Teresa Mangiacapra) che con dolce maestria ha saputo fermare su carta ciò che ha veduto durante un suo soggiorno nel 2006, nel magico Tibet, si è trasformato in poesia di immagini, in un'elaborazione creativa che pone l'osservatore in una posizione privilegiata.
Un soffio di Tibet nello studio dell' artista Nuccia Pulpo.
Una serata emozionante, purtroppo anche di toni tristi per via della grave situazione che da cinquant'anni soffoca il paese delle nevi...oggi più che mai.
Una cornice di donne: Teresa, Nuccia, Letizia, Deborah e Lia strette da un sottile filo di complicità e d' intesa, un pubblico sensibile e attento.
Uno scenario colorato di foto, di versi poetici e di Angeli virtuali.
Bellissime le sculture realizzate in creta, tufo, lente d'ingrandimento, ferro e luce quasi a voler proteggere la soave atmosfera creatasi nello Spazioarte "Il Soppalco" della stimata artsista tarantina Nuccia Pulpo sito in C.so Umberto, 136.
Brave tutte e grazie Nuccia del prezioso dono.
Ricordiamoci di visitare la mostra di "vibrazioni su scala di differenza" Omaggio al Tibet e Angeli Virtuali, allestita fino al 29 marzo tutti i pomeriggi dalle h 17.00 alle
h 20.00.
Giorno 29 sarà presente il Ven. Ghesce Thubten Namgyal in occasione della proiezione del video-racconto "La Strada Arcobalena", realizzato da Lorenzo Di Pierro, Lia D'Arcangelo e Francesca De Leonardo e, nuovamente godremo della presenza di Niobe.
Ed ora meritato spazio alle poesie.

TIBET

La verde vallata
i tre occhi di Buddha
Monasteri fortezza
l’allievo e il maestro
la ruota che gira
a narrare preghiere.
Il cielo si tocca
lassù con un dito
tra i templi svettanti
nell’azzurro infinito.
Nei paesaggi lunari,
danzano al vento
colorate bandiere.
Bianco candore
di cime innevate.
Ma anche mille
violenze subite
perché c’è chi
reprime e cancella
innocenti sorrisi
e costringe all’esilio
e a varcare confini
per cercare nel mondo
libertà e dignità
ormai da tempo negate…

           di Letizia Gangemi

Gentile Azione

Guardo il Tibet con gli occhi del gelo
e mi riposa quello spazio di esultanza
dove la madre divina posa le sue scapole
Io amo il Tibet per la dolcezza delle sue acque
per le sue giovani cime per le foresti verdi
per i suoi luoghi brulli per i suoi dettami
di necessità e mai per cupidigia
per la brezza del sogno sciamano
per i rituali di benedizione
per il sorriso di un tempo felice
per la sua bandiera ferita
Io amo il Tibet per la sua bellezza tradita
per i lineamenti della sua gente
per le carovane e lo spirito nomade
per i costumi e lo yak per i colori
e le tende per le preghiere sparse nel vento
Io amo il Tibet per i suoi capodanni
per i suoi Buddha di burro
per le danzatrici e i funerali celesti
le sue leggende la sua forza guerriera
i suoi canti e la sua nev
Io amo la sofferenza narrata senza grida e senza armi
                                                                
                                                               di Lia

VEDI eventi in corso di Teresa Mangiacapra

Pubblicato il 18/3/2008 alle 17.57 nella rubrica FREE TIBET.

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